confartigianato

 


canale mestieri

 

_________________________

ceraiolo

 

Il Ceraiolo

 

Quando l'elettricità viene interrotta a causa di qualche guasto alla linea elettrica siamo soliti tirare fuori dal fondo del cassetto la candela, un tempo fedele compagna nelle ore più buie. Oggi questo piccolo oggetto è tornato alla ribalta e da simbolo di povertà è diventato espressione di raffinatezza ed eleganza. In passato il ceraiolo (detto anche ceraio) si occupava artigianalmente della produzione di torce, lumini e candele facendo uso di cera.

 

Questa materia prima, elaborata dalle api per la realizzazione dei favi, era sottoposta a varie fasi di lavorazione. Innanzitutto era prerogativa del ceraio fondere i favi in acqua calda per eliminare corpi estranei e residui di miele. Sulla superficie dell'acqua, una volta raffreddatasi, si formava una focaccia di cera greggia che, disposta sopra il fuoco dentro una grande caldaia di rame, in cui era stata aggiunta dell'acqua, veniva fatta bollire fino a quando non si fosse completamente liquefatta.

 

Era cura del ceraio mescolare con una spatola di legno la cera, al fine di non farla aderire ai bordi e quindi bruciarla. Una volta che essa appariva ben fusa si colava nei tini di legno, dove riposava per alcune ore, prima di essere passata in un bacile forato e riversata nelle bagnatoie, da dove le fettucce di cera ottenute venivano prelevate mediante una forca a tre denti per essere sbiancate. La fase della sbiancatura consisteva infatti nel disporre all'aria aperta le fettucce di cera (cordelle) sopra dei telai di legno quadrati coperti con delle tele.

 

Dopo che le cordelle, grazie all'azione sbiancante del sole, avevano raggiunto il giusto grado di bianchezza, il ceraiolo le riponeva nuovamente nelle caldaie dove venivano liquefatte. A questo punto il prodotto, colato prima nei tini e poi in una cassetta di rame stagnato, era pronto per essere sistemato all'interno di un contenitore con due manici e due becchi (scudellone). Questo attrezzo permetteva al ceraio di versare più facilmente la cera nelle tavole da pani così denominate in quanto davano alla cera forma di pani. Essi, dopo essersi coagulati ed induriti, erano utilizzati dal ceraio per creare candele, ceri e candelotti. Sebbene questi oggetti avessero forme e usi diversi, tuttavia non doveva variare di molto il modo di eseguirli.

 

Per quello che riguarda la manifattura delle candele, il ceraiolo, dopo aver provveduto a fissare i lucignoli di cotone su un cerchio di ferro, appeso sopra il recipiente della cera fusa, li immergeva più volte finché non avessero raggiunto una determinata dimensione. Riposti successivamente tra due pali, venivano presi e sistemati sopra una tavola ben levigata e pulita, al fine di essere arrotolati. Terminata questa fase, mediante un coltello di legno si creava la testa a ciascuna candela. I lucignoli, lasciati così scoperti, venivano infilati di nuovo negli uncini del cerchio metallico, affinché le candele fossero fatte precipitare nuovamente nella cera fusa. Raggiunte le dimensioni desiderate ed arrotolatele nuovamente, esse venivano riposizionate sul cerchio di ferro al fine di farle asciugare. La cera adoperata poteva tuttavia essere più o meno buona.

 

La sua qualità era determinata dal colore, il quale doveva essere d'un bianco candido e trasparente. A volte essa, pur apparendo molto bianca perdeva però la trasparenza, in quanto nella sua composizione rientrava anche il grasso. La cera di questo tipo non aveva nè la secchezza della cera pura nè un buon odore. In passato un espediente per accertare la mancanza di grassi nella candela era quello di far calare una goccia di cera liquefatta sopra un panno ed aspettare che si asciugasse, affinché si potesse distaccarla dal tessuto, il quale non doveva presentare alcuna traccia di unto. Oggi, il mestiere del ceraiolo, come altre forme di artigianato, va scomparendo, soffocato delle moderne tecnologie.

 © Arpo Angeli  Tutti i diritti riservati

Ogni diritto sui contenuti del sito è riservato ai sensi della normativa vigente. La riproduzione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale, di tutto il materiale originale contenuto in questo sito (tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i testi, le immagini, le elaborazioni grafiche) sono espressamente vietate in assenza di autorizzazione scritta.

Cerca nel portale

Contatore visite

523503

Abbiamo 43 visitatori online

 
I   M E S T I E R I    L E G A T I    A L    P R I M A T O    D E L L A    M A N O    D E L L ' U O M O

 

www.mestieriartigiani.com © RIPRODUZIONE RISERVATA
Tutti i diritti riservati - associazione culturale TRACCE DEL TEMPO - cod.fisc. 91023460412 - by ParideS Multimedia - PRIVACY - COOKIE POLICY