confartigianato

 


canale mestieri

 

_________________________

chiodaio

 

Il Chiodaio

 

Noi siamo sicuri che il mestiere del chiodaio sia veramente scomparso, cioè nessuno oggi, neppure per hobby, fa più chiodi a mano. Eppure il chiodo, il banale chiodo, tanto usuale nella vita di tutti i giorni, per le applicazioni più disparate, un tempo veniva realizzato manualmente, avvalendosi della forgia dell’incudine e del martello. Detto così sembra tutto facile, ma provate ad immagine di fabbricare un chiodo, magari più chiodi di diverse dimensioni e lunghezza, certamente trovereste dei problemi. Comunque, ancora nel XVIII secolo, i chiodi e le brocche (quest’ultime utilizzate soprattutto dai calzolai e dai tappezzieri), venivano fatti manualmente.

 

Il processo di fabbricazione dei chiodi, nonostante fossero sufficienti pochi attrezzi, in sè non era molto complesso, ma comunque laborioso. Per prima cosa si prendevano delle piccole verghe di ferro acciaioso e si tranciavano in tanti pezzi pari alla lunghezza del chiodo, voluto, poi si mettevano nella forgia (a due o tre per volta) in modo da arroventarli e successivamente, uno per volta, venivano laminati e lavorati per dargli la forma voluta. A questo punto si procedeva in maniera da formargli la testa, che poteva essere piatta oppure a diamante (sfaccettata), usufruendo di una particolare matrice, posizionata nell’incudine, chiamata chiodaia.

 

Una volta formato il chiodo, per il tramite di un espulsore si levava dalla chiodaia e subito si procedeva a formarne un altro. Naturalmente esistevano tutta una serie di chiodi, come esistono tuttora, per gli impieghi più disparati. Ne citiamo qualcuno: 1 - Chiodi d’ardesia, servivano per fissare le lamine d’ardesia sui tetti delle case dove adoperavano questa tecnica per le coperture. 2 - Chiodi da ruote con la testa ribattuta, servivano a inchiodare i cerchi di ferro sulle ruote dei carri e delle carrozze. 3 - Brocconi, servivano per i sellai e per tutti coloro che lavoravano i corami, avevano la testa rotonda. 4 - Chiodi da calderai, erano di rame con anima di ferro e servivano per riparare paioli e padelle. 5 - Chiodi da maniscalco, erano molto fini con testa piatta. 6 - Chiodi con due punte, servivano in lavori grossolani di falegnameria. 7 - Brocche da calzolaio, che comprendevano tutta una serie di uso particolare, in ultimo quelle da conficcare nella suola, per limitarne l’usura. 

 

I chiodi sopra descritti erano normalmente i più usati, ma ne esistevano anche di altri tipi. Certamente, però, non c’erano le tante varietà di cui oggi possiamo avvalerci, iniziando dal semplice chiodo di carpenteria al più sofisticato chiodino d’acciaio. Parlando di chiodi non possiamo dimenticarci che nel XIX secolo, spesso (quelli di pezzatura più piccola), venivano adoperati per caricare i fucili al posto dei pallini di piombo. Sicuramente era un ripiego o una necessità del momento, ma gli effetti erano comunque devastanti. Detto anche di questo uso “improprio” dei chiodi, siamo sicuri che la prossima volta che ve ne capiterà uno nelle mani penserete a quanto lavoro era necessario un tempo per la sua realizzazione, oggi: una frazione di secondo.

 © Arpo Angeli  Tutti i diritti riservati

Ogni diritto sui contenuti del sito è riservato ai sensi della normativa vigente. La riproduzione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale, di tutto il materiale originale contenuto in questo sito (tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i testi, le immagini, le elaborazioni grafiche) sono espressamente vietate in assenza di autorizzazione scritta.

Cerca nel portale

Contatore visite

523541

Abbiamo 109 visitatori online

 
I   M E S T I E R I    L E G A T I    A L    P R I M A T O    D E L L A    M A N O    D E L L ' U O M O

 

www.mestieriartigiani.com © RIPRODUZIONE RISERVATA
Tutti i diritti riservati - associazione culturale TRACCE DEL TEMPO - cod.fisc. 91023460412 - by ParideS Multimedia - PRIVACY - COOKIE POLICY