confartigianato

 


canale mestieri

 

_________________________

parrucchiere

 

Il Parrucchiere

 

Al giorno d'oggi portare i capelli lunghi o corti non fa nessuna differenza, sia che parliamo di donne che di uomini. Ben altro succedeva nei tempi antichi, quando presso molti popoli, avere una capigliatura piuttosto che un' altra faceva la differenza. La chioma lunga e fluente era un segno d'onore e di libertà, mentre quella corta era, al contrario, segno di sottomissione e schia­vitù. Il poeta Omero per sottolineare maggior­mente il valore dei Greci li chiamava "uomini dal capo chiomato". Al tempo dei romani alle popo­lazioni barbare che venivano sottomesse e ridotte in schiavitù era imposto di radersi la testa, ciò che fece, ad esempio, Giulio Cesare quando tolse la libertà ai Galli. Anche molto tempo dopo, durante la monarchia francese, solo i re e i prin­cipi potevano portare i capelli lunghi, mentre i sudditi dovevano mantenerli corti intorno alla testa. In certi casi il taglio era più o meno alto secondo il grado sociale al quale si apparteneva. In genere il popolo si avvaleva, per il taglio dei capelli, di un familiare o di qualche vicino di casa bravo a maneggiare le forbici, mentre i monarchi e i principi si rivolgevano agli abili parrucchieri di corte.

 

Proprio i parrucchieri hanno svolto e svolgono ancora un ruolo importante: quello di abbellire uomini e donne. Quest'ultime, sono le clienti più "affezionate" di questi artigiani e hanno avuto un ruolo fondamentale nel determinare la moda. Se il mestiere del parrucchiere oggi si esplica nel tagliare e acconciare i capelli, nel passato si estendeva alla fabbricazione e all'adattamento delle parrucche, generalmente usate, alcuni secoli fa, sia da uomini che da donne della nobiltà e dei ceti sociali elevati. Senofonte nel primo libro dell' educazione di Ciro scrive che, presso i Medi si usavano "zazzere'" posticce. Il " galericulo" usato come copricapo dall'imperatore Ottone era, secondo alcuni, un berretto in cui erano cuciti capelli finti.

 

Ma é nei secoli XVII e XVIII che la parrucca ottiene la sua massima diffusione. L'uso delle "chiome posticce" raggiunge il massimo della stravaganza nel decennio che precede la Rivoluzione Francese, quando il parrucchiere di corte di Maria Antonietta lancia la moda di enormi "pouf" su cui si componevano smisurate architetture, veri e propri quadri animati, con ornamenti ed oggetti. Queste parrucche confezio­nate con capelli lunghissimi, erano molto pesanti. Il colore di capelli più in voga era il biondo. Nel confezionamento di questo manufatto che richie­deva grande abilità, era determinante la scelta dei capelli che veniva fatta osservando alcuni impor­tanti criteri. Infatti un manuale dell' epoca ripor­ta:

  

1) "Non bisogna che sieno capelli di fanciullo: ècosa rara che sieno forti al di sotto di 15 o 20

anni: i biondi particolarmente gli hanno di una qualità più fina, e più filacciosa, e più soggetti a diventar rossi, quando si adoperano; e però non se ne fa uso.

 

2) I capelli castagni sono per l'ordinario i migliori; e gli stessi fanciulli gli hanno talvolta forti. Vi ha tre sorte di castagno; il castagno, il castagno chiaro, e il castagno bruno.

 

3) 1 capelli neri, fanno essi pure tre diverse gradazioni di colore: v'è il nero, il picciolo nero, e il nero carico, colore, che si può portar senza pol­vere, ma difficilissimo a trovarsi.

 

4) Fra le varie qualità de' capelli bianchi, quelli di cui i parrucchieri fanno più conto, sono i capelli di color bianco agata. Questi capelli tro­vansi per l'ordinario nelle persone che gli hanno assai neri, quando son divenuti affatto bianchi. il bianco perla è il colore dei capelli castagni, quando son divenuti del tutto bianchi; i capelli bianchi di fatte sono stati biondi, o rossi, ed han preso questa tinta col tempo: spesse volte la loro estremità è gialla. Quelli, che sono, stati biondi, non sono sì di buona qualità quanto quelli che sono stati rossi: questi ultimi sono, fortissimi. La punta ne resta sempre fina, e sottile, ed è natu­ralmente arricciata. Questi capelli non hanno prezzo ".

 

Inoltre, i parrucchieri preferivano i capelli delle donne a quelli degli uomini.

In particolare, i capelli delle donne di campagna perché si credeva che si impolverassero di meno e che si arricciassero più difficilmente. Tutti i tipi di capelli erano tenuti al coperto e al riparo dall'aria che li seccava. Per fabbricare una parrucca, non venivano presi in considerazione i capelli di individui che conducevano una vita disordinata e dissoluta perché erano considerati di pessima qualità.

 

Una volta scelti, i capelli venivano sgrassati con la crusca e la farina di segale, tirati con "cardi" e "scardassi" (in pratica erano dei pettini) e arric­ciati nuovamente con i "rocchelli" che sostituiva­no i moderni bigodini. Infine i capelli venivano montati su teste di legno e acconciati secondo la moda del momento. Anche oggi la parrucca viene normalmente usata, e se per le donne, il più delle volte, rappresenta una civetteria promossa dalla moda, per l'uomo: ma soprattutto per i calvi, significa, dal punto di vista estetico, acquistare in immagine con l'apparire, se non meno “vecchi”, almeno più giovani.

 

Con le moderne tecnologie (trapianti), anche per il tupè arriverà il periodo del tramonto, ma siamo sicuri che qualche fabbricante di parrucche rimarrà sempre, perché gli amanti della trasformazione, di chi vuol cambiare, magari per un giorno la propria immagine, ci saranno sempre.

 

 © Arpo Angeli  Tutti i diritti riservati

Ogni diritto sui contenuti del sito è riservato ai sensi della normativa vigente. La riproduzione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale, di tutto il materiale originale contenuto in questo sito (tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i testi, le immagini, le elaborazioni grafiche) sono espressamente vietate in assenza di autorizzazione scritta.

Cerca nel portale

Contatore visite

523569

Abbiamo 197 visitatori online

 
I   M E S T I E R I    L E G A T I    A L    P R I M A T O    D E L L A    M A N O    D E L L ' U O M O

 

www.mestieriartigiani.com © RIPRODUZIONE RISERVATA
Tutti i diritti riservati - associazione culturale TRACCE DEL TEMPO - cod.fisc. 91023460412 - by ParideS Multimedia - PRIVACY - COOKIE POLICY