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Il Sellaio

 

Un tempo, quando l’uomo disponeva come unico mezzo di locomozione solo degli animali equini o bovini, il mestiere del sellaio rivestiva grande importanza. Infatti, questo realizzava appositi dispositivi, chiamati selle, che poste e fermate sulla groppa dei cavalli, permettevano un facile cavalcamento, nonché confezionava tutt’una serie di apparati (finimenti), atti a cavalcare, a guidare e a poter comandare le bestie. Le selle, che non bisogna confonderle con i basti (quest’ultimi portati dai muli e dagli asini), venivano costruite con un procedimento abbastanza laborioso, che, grosso modo, ancora si ripete.

 

Mi avvallo, per descrivere le varie fasi questo lavoro, del Dizionario di Arti e Mestieri, stampato a Venezia nel 1770, sicuro così, di riportare un procedimento che affonda le radici nella tradizione artigianale antica, tramandata ormai solo da padre in figlio: “Una sella, perché sia ben fatta, ricerca qualche attenzione. Si piglia prima la misura del cavallo per far la base della sella, in guisa che si adatti bene sopra il cavallo senza offenderlo. Questa base si fa di due pezzi di legno di faggio piegati un poco in arco sopra la schiena del cavallo che ne seguono la forma. Questi pezzi domandano gli arcioni della sella; la loro bontà e la loro solidità contribuiscono molto a rendere la sella di un buon servizio. L’arcione davanti è composto di un arco, che è posto al di sopra della giuntura delle spalle del cavallo; l’arcione di dietro ha un giro più largo, più tondo e proporzionato alla parte del cavallo, sopra di cui riposa. I due arcioni sono uniti insieme da ciascun lato con una traversa di legno.

 

Sopra di questi arcioni si fabbrica la sella. Si prendono primieramente de’ nervi di bue, che si riducono in filaccia e che s’incollano tutto all’intorno degli arcioni,essendo questi nervi ben asciutti, ed aderenti al legno, accrescono di molto la sua forza, senz’accrescere gran fatto il suo peso: si guerniscono in appresso quest’arcioni di dentro, dalla parte ch’è rivoltata verso la schiena del cavallo, di una striscia di ferro battuto che finisce di dar loro tutta la forza, e la solidità necessaria. Nell’arcione dinanzi e in quello di dietro veggonsi due parti rilevate, l’uso delle quali si è di tenere il cavaliere più fermo nella sella, e che si fanno in due pezzi di legno un poco arcati. Si mettono di poi i quartieri che sono due pezzi di cuoio posti nei lati della sella, e che servano ad impedire, che lo stivale non poggi sul fianco del cavallo; si fa in ultimo la sedia, sopra la quale riposa il cavaliere; si fa di cuoio o di velluto, e si riempie di crine.

 

Per impedire che gli arcioni che sostentano il corpo della sella e che danno la forma, non poggino sopra il cavallo, si guerniscono di due cuscinetti di tela, ripieni di borra e che sono attaccati di sotto alla sella. La sella ben fatta dev’essere giusta sul cavallo, e posta nel mezzo del corpo; deve appoggiare ugualmente per non offendere il cavallo e gli arcioni debbono prendere il medesimo giro che le coste, senza premerle più in sito, che nell’altro.

 

Fabbricata che sia a questo modo la sella, altro più non resta che attaccarvi le correggie che servono a tenere le cinghie, che fermano la sella sul cavallo, stringendole con delle fibbie: le fibbie migliori sono quelle all’inglese, perché le punte de’ loro ardiglioni essendo ripiegate non possono lacerar lo stivale. Si ferma sul davanti della sella con una fibbia da ciascuna parte il pettorale, ch’è un pezzo di cuoio di Ungheria destinato ad impedire che la sella non dia indietro ;ma deve scendere più abbasso della giuntura del davanti della spalla, altrimenti metterebbe ostacolo al movimento di questa parte. Si ferma similmente di dietro alla sella un cuio, che si domanda groppiera, in capo alla quale è il posolo, ch’è una spezie di anello di cuio nel quale si passa la coda del cavallo; il che impedisce, che la sella non isdrucioli, e scorra davanti.”

 

La descrizione termina con un elenco delle selle più comuni che vi erano al tempo: sella da maneggio, da caccia da viaggio, da guerra, e inglese. Oggi, di questi artigiani in Italia ne sono rimasti pochi.

 

Sappiamo però che lavorano con maestria e che realizzano selle di vario tipo, secondo l’esigenza del committente. Sostanzialmente, al di là dei dettagli, questi maestri rispettano sempre le fasi costruttive degli antichi sellai, ottenendo un prodotto all’altezza delle aspettative.

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