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Pietro Pistelli

 

 

I PRETI DI GARIBALDI

 

i preti_di_garibaldi

 

 

FORMATO 17 X 24 CM - PAGINE 160 - € 25,00

USCITA NOVEMBRE 2012 - TRACCE DEL TEMPO

 

 

 

AUTORE
 

Pietro Pistelli - Macerata 30 luglio 1952 - tre lauree: in scienze politiche, giurisprudenza e sociologia, è autore di diverse pubblicazioni a carattere storico risorgimentale, tra cui: Garibaldi nelle Marche, edizioni Maggioli 1990, che ha riscosso un rilevante successo di critica e di pubblico, con tre ristampe per complessive 10 mila copie vendute. L’alba della democrazia – Garibaldi, Bruti e la Repubblica Romana insieme al prof. Marco Severini dell’Università di Macerata. Giornalista pubblicista, allievo del professore Giovanni Spadolini, dal 1987 ha collaborato con il Messaggero di Roma, il Resto del Carlino, Corriere Adriatico, Gazzetta di Pesaro.
Dal 1979 svolge la professione di Segretario Comunale. E’ stato insignito nel 2011 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano della decorazioni di cavaliere della Repubblica Italiana.
Precedentemente nel 1978 aveva ricevuto la Stella al Merito Garibaldino. Nel 1989 era stato insignito del grado di Colonnello della Legione Garibaldina.
Nel 2007 il Governatore dello stato USA del Kentucky gli aveva conferito, per alti meriti culturali a livello internazionale, il titolo di “Honorable Colonel”. E’ stato relatore di conferenze storico risorgimentali in diversi paesi del mondo tra i quali gli USA, precisamente a Boston, Philadelphia e New York, Gran Bretagna: Londra, Francia: Nizza, Turchia: Istanbul e Repubblica San Marino, in Italia, Torino, Milano, Camogli, Calatafimi, Maddalena e Caprera, Firenze, Volterra, Livorno, Montecatini, Roma, Ravenna, Cesenatico, Saludecio, Mondaino, Montegridolfo, Marche: Macerata, Senigallia, Fermo, Tolentino, Montegrimano Terme, Fermignano, Pesaro, Urbino, Isola del Piano, Macerata Feltria, Tavoleto, Pietrarubbia, Borgo Pace, Mercatello sul Metauro, Castelbellino, Cupramarittima, Civitanova Marche, Porto Potenza Picena, San Ginesio, Urbania, Mombaroccio, Serrungarina, Pollenza, Mogliano, ripatransone, Acquaviva Picena, Castignano, Montalto Marche, Offida, Grottammare, Castel di Lama, diversi di questi convegni, insieme alla discendente diretta dell’eroe Anita Garibaldi Hibbert. Socio dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Comitato di Pesaro e Urbino, ha collaborato nella realizzazione dei volumi Miscellanea di studi per il bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini con il capitolo Mazzini e Garibaldi: note su un’amicizia difficile e Ripensare Garibaldi, Studi dal bicentenario della nascita con la stesura del capitolo: Garibaldi ed il cibo.

     

IL LIBRO
 

Sicuramente nessun personaggio del Risorgimento italiano, ha avuto tanta letteratura. Dopo lustri e lustri in un’epoca, dove i valori che hanno portato all’Unità d’Italia sono sottaciuti, per non dire derisi, un libro ulteriore sul Risorgimento non avrebbe senso. Ma non è così. L’eroe dei due mondi non è conosciuto come merita. Ecco, lo scopo di questo libro è quello di far apprendere il vero Garibaldi, l’uomo che nella scheda del censimento del 1871, alla voce della professione indicava semplicemente: “agricoltore”.
E poi, Garibaldi anticlericale. Certamente, ma non nei confronti di Dio e della religione bensì, occorre precisare, nei riguardi del potere temporale del Papa. Di quel Papa Re che di certo non si contraddistinse, per la corretta amministrazione.
Ebbene, Garibaldi odiava gli stranieri e la Chiesa cattolica la quale, grazie a loro, manteneva il potere temporale. Ma, quando Pio IX sembrava abbandonare il potere assoluto promulgando la costituzione, Garibaldi, da Montevideo, non aveva esitato a dichiararsi pronto a combattere per lui. E nei confronti dei preti, degli umili sacerdoti, Garibaldi si è sempre comportato in maniera sublime: da persona che doveva, nei voleri della madre, diventare uno di loro. Infatti, Rosa Raimondi avrebbe voluto che il figlio diventasse prete, ma Giuseppe, pur rispettando la religiosità del genitore, era stato fin da ragazzo attratto più dal mare e dalle barche. Invece, caro lettore, leggendo il libro, ci si trova di fronte ad un Garibaldi profondamente religioso, che ordina tre messe nel Convento di Pietrarubbia, nella ritirata drammatica verso S. Marino, per la sua Anita morente. Di Dio Garibaldi usava dire: «All’esistenza sua io credo, così come credo all’immortalità dell’anima mia». Non un guerrafondaio. Ma un combattente per i valori della pace, della libertà e dell’ugualianza. Un discepolo di Cesare Beccaria che considerava la pace come il bene più prezioso per l’umanità. Ci vorrebbero pagine e pagine per scoprire un Garibaldi diverso da quello immortalato nei monumenti, nelle frasi celebri. Ma accontentiamoci di ripercorrere con lui, le figure dei preti, che hanno avuto il coraggio di seguirlo nella sua idealità. Buona lettura!!

 

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